Vorresti ballare ma temi di restare fuori dal cerchio?
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Scuola di danza

Smetti di restare sul bordo a guardare gli altri.
Quando parte la tammorra, sai come muoverti perché il ritmo è finalmente anche tuo.
Forse hai già provato qualche passo a una festa estiva.
Qui fai il salto: passi da chi balla a caso a chi conosce davvero ogni movimento e si gode il rito.
Non memorizzi sequenze fredde.
Impari da dove viene la danza, ascolti la tammorra e il tamburello, capisci il significato di un rito nato per il popolo.
Ti piace la musica popolare del Sud e finisci sempre per guardare dal bordo del cerchio. Hai il ritmo nella testa, ma quando gli altri si buttano a ballare tu resti fuori, perché non ti senti sicuro e non sai bene cosa fare.
Forse pensi che queste danze vivano solo d’estate, nei grandi festival. È il contrario: l’estate è quando si balla in piazza, l’inverno è la stagione in cui si impara per farsi trovare pronti.
E magari, se vivi a Napoli, ti senti un po’ fuori posto perché “la pizzica è dei salentini” e non sai che la tammurriata è la danza popolare della tua terra, viva nelle feste di Somma, Montemarano, Montevergine da secoli.
Se ti riconosci in tutto questo, c’è un modo molto naturale per smettere di guardare e iniziare a vivere la festa dall’interno.
Tre danze, una radice comune: la tarantella è la famiglia da cui nascono pizzica e tammurriata, ognuna legata a un territorio e a un rito diversi.
La vera danza popolare di Napoli e Campania, ballata in onore delle Madonne nelle feste di Somma Vesuviana, Montemarano, Montevergine.
Si balla a coppie aperte, scandita dal ritmo binario della tammorra (il grande tamburo a cornice) e delle castagnette.
La danza più famosa del Sud grazie alla Notte della Taranta. Viene dal Salento ed è un ballo libero, frenetico, di liberazione.
Si balla nel cerchio sul suono del tamburello salentino.
La famiglia più ampia, di cui tammurriata e pizzica sono varianti.
La tarantella del Gargano, quella calabrese, quella campana: ogni territorio del Sud ha la sua versione, ognuna con il suo significato e il suo stile.
Originaria di Monte Sant’Angelo, Sonia Totaro è una delle voci e delle danzatrici più riconosciute della musica popolare del Sud Italia.
È la voce nei dischi di Eugenio Bennato: Sponda Sud (2007), Grande Sud (2008), Questione Meridionale (2011). Con Bennato ha calcato i palchi di Sanremo, del Festival dei Due Mondi di Spoleto, della Notte della Taranta, del Carpino Folk Festival, del Kaulonia Tarantella Festival.
In tournée internazionale ha portato la musica del Sud in Angola, Mozambico, Corea del Sud, Tailandia, Sud America, Libano, Giordania.
Per il Ministero degli Esteri, attraverso gli Istituti Italiani di Cultura, insegna le danze del Meridione all’estero.
Suona la tammorra e il tamburello, danza nei gruppi garganici Rione Junno e Tarantula Garganica, ha alle spalle anni di teatro con Salvatore Cantalupo e Francesco Saponaro. Insegna a La Milonga Porteña dal 2017.
Quando entra in sala con la tammorra in mano, succede una cosa rara: anche chi pensava di non saper ballare comincia a battere il piede da solo.
Un percorso da ottobre a maggio, pensato per farti vivere la danza fin dal primo giorno, senza schemi rigidi.
La tammurriata non ha sequenze bloccate da ripetere a memoria. È un ballo vivo, basato sull’espressione. Lasciandoti andare al suono della tammorra, il corpo capisce in modo naturale come rispondere e superi subito l’ansia della tecnica perfetta.
Da ottobre a maggio le lezioni uniscono il ballo alla scoperta del contesto del Sud. Sonia ti spiega da dove vengono le tradizioni, il significato dei riti, perché si balla in onore delle Madonne, perché ogni paese della Campania ha la sua tammurriata.
Nessun esame tecnico, nessuna ansia da prestazione. Si balla ascoltando gli altri, con rispetto per l’anima autentica delle feste tradizionali. Il cerchio accoglie, non giudica.
A Napoli e in Campania ci sono tradizioni popolari altrettanto antiche di quelle del Salento.
La tammurriata si balla in onore delle Madonne nelle feste di Somma, Montemarano e Montevergine da secoli, ed è il vero ballo popolare di Napoli e della Campania. La pizzica è bellissima e la impariamo, ma non serve essere salentini per ballare queste danze. Anzi: chi nasce in questa terra le ha già nelle orecchie, anche senza saperlo.
E la paura svanisce nel momento esatto in cui inizia la musica.
Non ci sono sequenze da eseguire a memoria, e non si è mai ridicoli quando ci si lascia andare al ritmo.
Il cerchio accoglie, non giudica.
Non avevo nessun dubbio prima di iscrivermi perché a me piace ballare, ed è stata l’occasione giusta per coltivare questa passione.
Durante le lezioni mi sono divertita molto, è stato per me un momento di svago vero, lontano dalla routine.
Gli organizzatori sono persone molto disponibili e simpatiche, sempre pronte ad aiutarti. Sonia, la nostra maestra, salentina verace, è una persona eccezionale dal punto di vista umano e professionale: si vede che ama quello che fa.
Non avevo nessun dubbio a iscrivermi: avevo già frequentato un corso di danze popolari che mi aveva coinvolto molto, e quando ho visto su internet che stava per partire un nuovo corso con Sonia non ci ho pensato due volte. A scuola mi sono trovato benissimo fin da subito.
Ho apprezzato la direzione coinvolgente di Sonia, la sua bravura, e soprattutto il suo metodo di insegnamento: pratico, diretto, poco teorico — il tipo di approccio che ti fa entrare subito nel movimento invece di perdere tempo a spiegarlo a parole.
È da un po’ che cercavo un corso di danze popolari, ma lavorando fino al pomeriggio non riuscivo a trovare nulla che si conciliasse con i miei orari.
Quando ho saputo di questo corso, e che l’insegnante era Sonia Totaro, non ho avuto dubbi: il suo nome è già una garanzia di passione e professionalità.
Il corso si è rivelato dinamico e rilassante allo stesso tempo — due qualità che raramente convivono, e che invece qui si tengono insieme senza sforzo.
L’atmosfera è sempre leggera, scherzosa, estremamente coinvolgente: il tipo di clima che ti consente di lasciarti andare senza sentirti giudicato.
Non avevo nessun dubbio prima di iscrivermi perché a me piace ballare, ed è stata l’occasione giusta per coltivare questa passione.
Durante le lezioni mi sono divertita molto, è stato per me un momento di svago vero, lontano dalla routine.
Gli organizzatori sono persone molto disponibili e simpatiche, sempre pronte ad aiutarti. Sonia, la nostra maestra, salentina verace, è una persona eccezionale dal punto di vista umano e professionale: si vede che ama quello che fa.
Non avevo nessun dubbio a iscrivermi: avevo già frequentato un corso di danze popolari che mi aveva coinvolto molto, e quando ho visto su internet che stava per partire un nuovo corso con Sonia non ci ho pensato due volte. A scuola mi sono trovato benissimo fin da subito.
Ho apprezzato la direzione coinvolgente di Sonia, la sua bravura, e soprattutto il suo metodo di insegnamento: pratico, diretto, poco teorico — il tipo di approccio che ti fa entrare subito nel movimento invece di perdere tempo a spiegarlo a parole.
È da un po’ che cercavo un corso di danze popolari, ma lavorando fino al pomeriggio non riuscivo a trovare nulla che si conciliasse con i miei orari.
Quando ho saputo di questo corso, e che l’insegnante era Sonia Totaro, non ho avuto dubbi: il suo nome è già una garanzia di passione e professionalità.
Il corso si è rivelato dinamico e rilassante allo stesso tempo — due qualità che raramente convivono, e che invece qui si tengono insieme senza sforzo.
L’atmosfera è sempre leggera, scherzosa, estremamente coinvolgente: il tipo di clima che ti consente di lasciarti andare senza sentirti giudicato.
50€ al mese
+ iscrizione annuale di 30 euro.
Un incontro a settimana dove impari i passi della tammurriata, della pizzica e della tarantella, ma anche la storia, il senso degli strumenti, le origini dei canti popolari.
Niente catalogo di passi: un percorso che ti porta dentro la cultura.
Impari in classe e balli subito per davvero. La Milonga organizza serate folk e iniziative legate alla tradizione popolare, dove metti in pratica quello che hai imparato con il resto del gruppo.
Sconto sulla tessera dei nostri soci, con sconti dedicati e accesso veloce agli eventi della Milonga. Non sei un iscritto, sei parte di una comunità.
Il corso di danze popolari a La Milonga non è un’aggiunta commerciale per riempire una sala.
È nato dall’incontro con Sonia Totaro, che dal 2017 porta qui la sua esperienza di palco, di tournée internazionali e di insegnamento per gli Istituti di Cultura Italiani. Per chi cerca autenticità, è il posto giusto.
Accettiamo un numero ridotto di persone perché in una danza di contatto e di gruppo l’insegnante deve seguirti da vicino. Il gruppo che inizia insieme a ottobre crea un legame e un’energia che è impossibile ritrovare entrando a metà corso.
I corsi partono a ottobre: chi inizia ora arriva pronto per l’estate.
Lascia i tuoi dati e ricevi l’invito per una lezione di prova gratuita senza obbligo di iscrizione.
Se non ti diverti è gratis. Se ti iscrivi, vale come la tua prima lezione del corso.
La tammurriata e le danze popolari nascono come balli di popolo, senza giudici o esami. Non esiste il passo sbagliato. Il gruppo ti accoglie e il corpo impara seguendo il ritmo, in totale libertà.
Sì, puoi venire da solo. La tammurriata si balla a coppie aperte (cioè senza abbraccio fisso, come nel tango), la pizzica nel cerchio. Non hai bisogno di portare nessuno: nelle nostre lezioni si balla con tutti.
Sì. Napoli ha un legame antico con queste musiche, ed è una città dove le feste popolari sono ancora vissute. La Milonga organizza serate folk e iniziative legate alla tradizione: troverai sempre compagni pronti a condividere il ritmo.
D’estate si balla nelle piazze, ma l’inverno è la stagione in cui si impara. Iniziando ora arrivi alle feste estive sapendo già muoverti e te le godi dall’interno del cerchio, non dal bordo.
La prima lezione è gratuita: senti la musica dal vivo e vedi se ti prende. Solo dopo decidi. E se ti iscrivi, quella lezione vale come la tua prima del corso, quindi non perdi nulla.
Vieni a trovarci in:
Via Diocleziano n. 109 a Napoli,
A La Milonga Porteña insegniamo anche balli latini di gruppo, hip hop, danza classica per bambini e le danze popolari del Sud con Sonia Totaro, la voce di Eugenio Bennato.
Rispondi a poche domande e capisci se è il tango il ballo che fa per te, o se forse uno degli altri corsi è più adatto a chi sei. Tempo richiesto: 5 minuti.
La Milonga è nata per mettere il ballo al centro di tutto. Aggiungere queste lezioni non è stata una mossa commerciale, ma un’apertura naturale verso le radici del territorio.
La pizzica non è una semplice categoria didattica. È un’immagine, una cultura, un mondo che vibra e unisce le persone. Da ottobre a maggio ci dedichiamo a trasmettere questa tradizione, per dare una casa a chi vuole ritrovare lo spirito genuino della festa.
Oggi La Milonga è un riferimento per la danza a Napoli, un luogo dove il ballo popolare mantiene la sua autenticità.
Tutto è iniziato venticinque anni fa, quando il fondatore della scuola lasciava la carriera di ingegnere informatico per aprire a Napoli un posto che ancora non esisteva: un locale dedicato al ballo, alle persone, alla cultura argentina. Era il 2000, e La Milonga Porteña nasceva così, come il primo vero punto di riferimento del tango nel Sud Italia.
Nel tempo ci siamo accorti di una cosa. Le persone non cercavano solo il tango. Cercavano un posto vero dove muoversi, dove sentirsi accolte, dove staccare la testa la sera senza sentirsi giudicate. Così abbiamo aperto la sala anche ad altri balli: i ritmi latini in formato di gruppo, l’hip hop per i più giovani, la danza classica per i bambini, le danze popolari del Sud con Sonia Totaro, ballerina e voce nei dischi di Eugenio Bennato.
Oggi, quando a Napoli dici La Milonga, non pensi più a uno stile soltanto. Pensi al posto dove vai per ballare davvero e sentirti tra amici. Pensi a un quartiere, Fuorigrotta, che da venticinque anni ci tiene compagnia.
Dal nostro impegno sul territorio è nato anche il Festival di Tango Argentino, che per anni ha ospitato appassionati da tutto il mondo a Palazzo Reale e Castel Sant’Elmo.